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sabato 7 giugno 2014

CHI RUBA, PAGHI!

Sull'onda della sensibilità scaturita dalle note vicende legate al Mose di Venezia, soprattutto della corruzione figlia di un sistema che dal dopo Tangentopoli ha saputo rinascere ed evolversi in qualcosa di ancor più mostruoso, ne approfittiamo per riproporre una proposta di Legge, elaborata più di un anno fa da Rete Si e rimasta lettera morta fino a ora.
Oggi, più che mai,  c'è la necessità di dare un segnale forte e inequivocabile che chi sbaglia paga, ma paga davvero!

Proposta di legge: malcostume, casta e corruzione
La casta e i privilegi di pochi si possono eliminare con alcune leggi, chiare e prive di ambiguità. Leggi che facciano emergere la buona politica e i politici corretti e che impediscano a furbi e corrotti di derogare. Leggi che garantiscano incentivi e depenalizzazioni a chi denuncia illeciti e disincentivino, attraverso pene pecuniarie e penali, chi, operando nel pubblico, non operi con diligenza, celerità e spirito di servizio a favore dei cittadini.
La corruzione in una parte del sistema pubblico (enti, partiti, amministrazione) è vile, immorale, ingiusta e ha portato i cittadini a vedere nell'apparato pubblico un nemico disonesto e vessatore, che rallenta le pratiche al fine di ricattare e ottenere benefici personali o, peggio ancora, obbliga le imprese a versare tangenti a dirigenti e politici per poter lavorare. I corrotti e disonesti nella politica e nell'amministrazione pubblica stanno danneggiando soprattutto le persone corrette ed oneste, anche della politica e della pubblica amministrazione, che vengono accomunati purtroppo a questi, ma che dovrebbero essere con noi in questa opera di ristrutturazione e modernizzazione.
Proposta di legge per eliminare totalmente la corruzione
Amministratori e dipendenti pubblici sono tenuti a mantenere un’etica cristallina (integrità). Come gestori del nostro denaro, non possono assolutamente tradire il rapporto di fiducia con il cittadino. Se lo fanno, sono da considerarsi doppiamente disonesti. Uno Stato desideroso di ristabilire un clima di fiducia e rispetto reciproco con i propri cittadini e i propri azionisti deve essere inflessibile con ladri e delinquenti che operano nel pubblico e nel privato, siano essi semplici dipendenti, dirigenti o politici di qualsiasi livello. Per eliminare la piaga che, secondo diverse fonti autorevoli, è stimata fra i 70 e 100 miliardi all'anno, basta una legge chiara, che non si presti a interpretazioni distorte,
chi ruba, incentiva la corruttela (concussione) o vi si presta, e crea danno allo Stato deve:
- restituire una cifra doppia (o comunque penalizzante.. 50% in più!) dell’ammontare ricevuto illecitamente,

- avere interdizione perpetua dai pubblici uffici, senza più possibilità nella propria vita di lavorare o operare (nemmeno come lobbista, portaborse o altre relazioni) con lo Stato, i partiti e qualsiasi ente o ditta che abbiano una partecipazione pubblica anche minima o che usufruiscano di contributi pubblici per oltre il 10/30% ? del proprio fatturato. Le vittime di vessazioni, e chi viene coinvolto nel pagamento di tangenti, riceveranno il 100% della somma pagata con un interesse annuo di almeno 5 volte il tasso di sconto (o con congruo interesse di ristorno). Questo per invogliare i cittadini a denunciare le pressioni ricevute, oltre che per restituire il maltolto a persone e imprese vessate. Queste ultime inoltre dovranno essere manlevate da penali o condanne nell'opera di denuncia dei reati.

giovedì 5 giugno 2014

I soldi pubblici rubati grondano del sangue dei Veneti.

Nuova Tangentopoli
Intervista ad Aladino LORIN presidente di SOS Economia Italia

D. Ci risiamo. Il vento di tangentopoli ritorna a soffiare sul Veneto …..

R. Purtroppo si. Un tempo erano prevalentemente problemi di democristiani e socialisti ed i comunisti venivano tenuti buoni per consociativismo. Da alcuni anni a questa parte non si parla più di consociativismo ma di compartecipazione organica. La casta politica, di destra e di sinistra si è comodamente seduta alla tavola imbandita con i soldi pubblici. Ora sinistre e destre governano anche se alternativamente, ai diversi livelli. Senza accordo non potrebbero rubare e pertanto agiscono di comune accordo e si spartiscono la torta.

D. Al “magna magna” sono sempre presenti anche gli imprenditori ……

R. Piano! Sono sempre presenti i soliti! Quelli non sono imprenditori. Sono abbuffini che senza la casta politica non esisterebbero. Mentre loro erano intenti ad abbuffarsi con i soldi pubblici, gli imprenditori veri erano in fabbrica o in cantiere a lavorare e produrre.

D. Come si esce da questa melma che assomiglia sempre più alle sabbie mobili?

R. Portando al potere gente normale ed in mezzo a questa una quota importante di imprenditori e più in generale di produttori. A livello politico c’è bisogno di una maggioranza credibile e rappresentativa della società e del territorio ma altrettanta importanza ha una opposizione forte ed altrettanto rappresentativa. I compromessi vanno bene. I consociativismi no.

D. Le associazioni imprenditoriali sembrano ai margini. Quasi ininfluenti anche in una visione di maggiore trasparenza nella spesa pubblica. E’ cosi?

R. Ad eccezione del cerchio magico della Confindustria che è seduto alla tavola imbandita insieme alla casta politica  ed è ad essa connivente, le altre associazioni sono immerse nella burocrazia di cui vivono. I loro vertici sono tacitati in quanto compartecipi dei più svariati consigli di amministrazione. E tutto finisce lì. Se gli imprenditori, quelli veri,  non riprenderanno in mano le redini delle loro associazioni per affrontare e risolvere i loro problemi e non quelli dei funzionari, cambierà poco. Sono fiducioso ma non mi faccio illusioni.
Per poter dire una parola in piazza sulla spesa pubblica bisogna avere una “visione un progetto” che quasi sempre manca. E’ arrivato il momento di smettere di lamentarsi e pensare al futuro.

D. Come si arriva ad un ricambio politico?

R. Mandando a casa i responsabili della situazione in cui siamo. I partiti sono indispensabili ma vanno profondamente rinnovati. Non è solo un problema di giovani o meno giovani. Ma va ritrovato uno spirito di servizio che non si riscontra più. Va premiato il merito ma, ripeto, va cercata una indispensabile rappresentatività.

giovedì 29 maggio 2014

Riflessioni post voto in un Veneto che cambia, visto con gli occhi di un piccolo imprenditore.

Un fatto straordinario; per la prima volta la sinistra è il primo partito in Veneto.
Ma come è avvenuta questa metamorfosi che ha trasformato la regione della "balena bianca in feudo del PD? Da piccolo imprenditore, figlio di imprenditore, nato e vissuto nella regione delle Partite Iva, dove il culto del lavoro quale strumento di crescita e miglioramento personale è sempre stato fondante, dove la proprietà privata è sempre stata il termometro del successo personale e famigliare, quello che è successo domenica scorsa lo trovo inspiegabile.
Ma come, il partito che è stato il garante degli ultimi tre governi che hanno sancito la morte della classe media è stato premiato con un voto massiccio anche da parte delle vittime delle politiche di tali governi. Difficile da capire, ma una analisi è doverosa e quindi cercherò di farla.
Quante e quali possono essere state le cause di quello che è avvenuto?
Effetto Renzi (leader carismatico) sicuramente è una prima risposta, ma non può essere solo questo. Complicità e responsabilità in primis dei partiti del cdx,  che hanno frammentato l’offerta a tutto favore del Pd, che invece, depurato dagli estremismi, si è presentato coeso.
La classe imprenditoriale del Veneto, stremata da una lunga crisi,  è orfana di rappresentanza da anni, in confusione e senza punti di riferimento.
Dopo la delusione Lega e FI prima e Pdl dopo, un anno fa aveva espresso la sua rabbia e frustrazione votando il M5S in massa, ma era stato solo un voto di protesta.
Oggi,  Renzi, grazie ad una grandissima operazione di marketing su larga scala (qualcuno parla di cifre importanti investite e arrivate da fuori confine) si presenta come elemento di stabilità e di prospettiva, con un volto più moderato grazie alle distanze prese dal grande sindacato di riferimento storico della sinistra (CGIL). Insomma il volto gentile della sinistra, distante mille miglia da quei volti seri e austeri dei vecchi leader della sinistra, che impaurivano (quelli che mangiavano i bambini) e mettevano inquietudine. Con Renzi la sinistra ha messo in atto una bella operazione simpatia, e l'ha fatto con successo. 
Ora, la regione che è stata delle Partite Iva, rischia di divenire un feudo della sinistra e se non interverranno fattori nuovi da qui a un anno, ci apprestiamo a consegnare la regione in mano al PD.
Ma il Pd non potrà MAI diventare il partito delle Partite Iva, per ovvi motivi di conflitto di interessi con l’elettorato tradizionale del partito, ossia i dipendenti pubblici.
Diventa quindi paradossale che i “creatori di ricchezza” appoggino un partito che odia e tassa da sempre la proprietà privata; sembra quasi che soffrano di “sindrome di Stoccolma”, ossia ci stiamo innamorando del nostro carnefice. Quindi, cosa fare?
E’ da auspicare in tempi brevissimi che il cdx regionale ritrovi forza, vigore e unità, perchè è inspiegabile, oltre che intollerabile, che dirigenti che sono diventati "grandi" grazie al partito di Berlusconi, ora appoggino il PD tradendo il mandato degli elettori. Soprattutto servirà una nuova identità quale baluardo di difesa della proprietà privata, attraverso una nuova classe dirigente che necessariamente dovrà essere espressione di una forte discontinuità da quella attuale, dimostratasi solo l'espressione degli interessi privati e personali, di dimostrata incapacità di aggregare, incapace di progettare il futuro, ignorante sulle quali fossero le eccellenze da salvaguardare nella nostra Regione; I CREATORI DI RICCHEZZA.
Concludendo, una inversione di tendenza può avvenire solo se ci sarà, da parte dei “Produttori”,  una consapevolezza che il cambiamento può avvenire solo ed esclusivamente da un sobbalzo di partecipazione nella determinazione del proprio futuro e delle proprie sorti.
l'alternativa, la sbandierata speranza di Renzi ci ucciderà!



lunedì 19 maggio 2014

LA CALATA DEI BARBARI DELLA NUOVA FINANZA

SALVIAMO LE ULTIME BANCHE LIBERE DEL NORD PRODUTTIVO!
Per come è stato trattato più di qualche piccolo imprenditore, il commissariamento della Banca Padovana di Credito Cooperativo con sede a Campodarsego, dovrebbe rallegrarci. Non è così!
     Di errori, gli amministratori e la dirigenza della Banca ne hanno fatti molti. I primi per aver accettato l’esproprio delle loro mansioni e del loro ruolo ad opera di direttori tuttofare. I secondi: i direttori, per essersi fatti prendere la mano dai prestiti facili soprattutto, ma non solo, nel settore edilizio.
     Tutti ricordano le richieste di mutuo per acquistare l’appartamento o la villetta. Chiedevi il 100% della spesa, ti davano il 120%. Alla giovane coppia dicevano che era meglio andare sul sicuro e quindi ti riconoscevano un 10% per le spese (notaio, agenzia, ecc.) ed un 10% per gli imprevisti. Chi pensava male commentava: “imprevisti non rendicontabili”.
     Di manica larga sono stati per anni anche i mutui cantiere, i finanziamenti per acquisto terreni edificabili e per urbanizzazioni. Tutto filava liscio. Tutti erano soddisfatti.
STIAMO ANDANDO VERSO IL BARATRO
     E’ arrivata la crisi, molti affidatari hanno perso il posto. Incassare le rate del mutuo casa è diventato per la banca sempre più difficile. Le difficoltà del mondo dell’edilizia hanno via via  reso impossibile rientrare dai mutui cantiere. Quando le vendite di case ed appartamenti si sono praticamente bloccate sono iniziate le sofferenze del mondo imprenditoriale legato all'edilizia.
     Sono iniziate con numeri sempre più impressionanti le revoche dei mutui con conseguenti aste dei beni affidati. I crediti iscritti a bilancio a 100, all'asta hanno portato a realizzi normalmente sotto il 50%. I concordati conseguenti alle recenti procedure prefallimentari hanno portato in genere a recuperi del 20-30% del credito.
     I buchi di bilancio sono aumentati in modo esponenziale. Quelle che sono state le segnalazioni a sofferenza alla centrale rischi per troppi imprenditori ora si stanno trasformando in segnalazioni a sofferenza delle banche con interventi e commissariamenti della Banca d’Italia.
    Di questo passo andiamo dritti verso il baratro. Altro che ripresa!
     La politica del rigore, così come è stata calata nella nostra realtà è stata un disastro per le piccole imprese ed una strage di posti di lavoro. Se non si cambia strada sarà un disastro anche per le “piccole banche”.
L’ATTIVISMO DELLA BANCA D’ITALIA E’ SOSPETTO
     E qui aggiungiamo una considerazione. Da un po’ di tempo a questa parte l’attivismo della Banca d’Italia verso le piccole banche territoriali è quantomeno sospetto.
    Il Monte dei Paschi di Siena ha un buco di una cinquantina di miliardi di euro e la Magistratura e la Banca d’Italia sembrano affette da cateratte croniche e paralisi motoria: nessuno vede e nessuno si muove.
     Le Casse Rurali, le Banche popolari ed altre, vedi Veneto Banca sono sotto la lente d’ingrandimento e generalmente per cifre che rispetto al Monte dei Paschi sono pulviscolo, vengono sanzionate, bloccate, commissariate.
     Ci chiediamo ……… ma, non è che la Banca d’Italia ed i vari ministri del Tesoro/Economia hanno deciso di fare fuori oltre che la piccola  impresa anche le piccole banche in modo da tutelare senza se e senza ma i colossi del credito (S. Paolo, Unicredit, Monte Paschi, altri) da tempo allineati alle più potenti lobby finanziarie mondiali che oltre a comandare a bacchetta i governi stanno ormai mettendo in soffitta la tanto conclamata democrazia?
     I segnali di una calata degli “Attila” finanziari su piccole imprese e banche territoriali ci sono tutti. Notiamo che da tempo gli uomini più rappresentativi del PD e del Centrino post-democristiano si sono fatti strumento della calata dei barbari della nuova finanza.

     Chiediamo alle forze politiche espressione del ceto medio produttivo, se ci sono, di battere un colpo e non farsi soffiare da sotto il naso, per l’ennesima volta, le ultime banche libere del nord produttivo.

giovedì 24 aprile 2014

R.I.P. Dopo una lunga agonia è venuto a mancare il dirigente artigiano


Diamo il triste annuncio della dipartita  della figura del rappresentante artigiano nel sistema di Confartigianato.
Non è una battuta scritta tanto per fare sensazione, ma una presa d'atto: il nostro sistema è rappresentato dai burocrati del 27 del mese.
E’ un dato di fatto: quando i Media vogliono parlare dei temi generali della piccola impresa intervistano il segretario nazionale di Confartigianato Fumagalli, se invece vogliono dati inerenti il periodo di crisi del comparto, spunta l'aggiornatissimo e onnipresente direttore Bortulussi della CGIA di Mestre.
Ma questi signori non sono artigiani, né tantomeno imprenditori. Ricoprono il ruolo di Direttori di struttura, ossia sono uomini che hanno la busta paga garantita a fine mese (sostanziosa, per giunta).
Ma come fanno a spiegare quali sono i sentimenti, lo stato d'animo, lo smarrimento di noi artigiani di fronte alla più grande crisi che il nostro comparto si sia mai trovato ad affrontare? Per sentito dire? Suvvia, è come parlare della fame del mondo seduti ad un tavolo davanti a una bella pizza.
Ma cosa ne sanno i Lor Signori dei sacrifici che abbiamo fatto negli anni passati, quanto sudore e energie abbiamo dedicato alle nostre imprese per farle crescere fino a divenire un vanto di cui andare fieri e orgogliosi? Anni che hanno visto da una parte gli imprenditori orgogliosi delle loro imprese, e dall'altra un territorio che cresceva in ricchezza e benessere.  Un benessere diffuso, che garantiva una vita dignitosa a buona parte della popolazione, garantendo pace sociale.
Che tristezza annotare che dopo il Paese Italia i burocrati e i segretari di turno hanno messo le mani anche sul mondo produttivo, diventandone i rappresentanti e portavoce. Loro spiegano il come e il perché, cosa si deve e cosa non si deve fare, e tutto questo senza avere la minima idea di cosa sia il rischio d’impresa.
Volendo fare un’analisi della situazione e della rappresentanza del Paese attraverso una morale spicciola, propongo l’equazione: “Portaborse al posto dei politici al governo del Paese, e  burocrati al posto degli imprenditori nelle imprese”.
Il risultato dell’equazione? E’ sotto gli occhi di tutti.
Il futuro si costruisce mettendo in sinergia gli Imprenditori con i Politici. Una classe politica che sia però in grado di avere una visione politica di crescita del Paese per gli anni a venire, oltre al misero, meschino e quotidiano interesse personale visto fino ad ora.
Per finire, un appello: “Cercasi urgentemente e disperatamente Imprenditori Artigiani con gli attributi, in grado di riprendere in mano le sorti delle loro attività e delle loro prerogative di creatori di ricchezza, togliendo dalle mani dei burocrati il destino del Paese”. Riposare In Pace? No! E’ ora di Riprendersi Il Potere.






domenica 13 aprile 2014

UN ANNO PASSATO INSIEME

SOS  ECONOMIA ITALIA
Associazione di cittadini che vogliono reagire alla crisi


Cose fatte a un anno dalla fondazione

Rappresentanza
Dopo un anno di lavoro intenso dalla sua fondazione nel 2013,  l’associazione ricopre un ruolo riconosciuto di soggetto di riferimento locale e nazionale nelle tematiche riguardanti il mondo delle imprese, sia per gli aspetti economici ma anche per le implicazioni  sociali derivanti dalla crisi.

Progetto Alpha
Promotori di un progetto che prevede di riqualificare l’ambiente e le aree urbane, quale modello di sviluppo socio-economico e opportunità di lavoro per reti di  imprese locali, in riferimento a quanto promosso e auspicato attraverso i fondi di finanziamento stanziati dall’Unione Europea.

Convegno Palazzo Moroni, 4.10.13  “Padova e la sua economia: passato, presente e quale futuro”.
Dibattito  e  testimonianze del mondo accademico e delle imprese

DURC
Promotori della richiesta al Presidente della Regione Veneto  Luca Zaia  per la sospensiva di due anni della regolarità contributiva: inviata una lettera con proposta di legge regionale per una moratoria che prevede la sospensione del DURC e modalità di pagamento inerenti.

Credito
Promotori della proposta articolata di accesso al credito per la piccola e micro impresa, attraverso una proposta definita nei contenuti, che prevede  Veneto Sviluppo quale strumento  eccezionale di garanzia, con tre diverse tipologie di intervento,  verso quelle imprese che  sono in difficoltà di liquidità.

Visita ufficiale ministro dello Zambia
Creazione  e organizzazione della visita del Ministro dell’agricoltura dello Zambia, nell’ambito della verifica di una serie di opportunità per le imprese del settore agricolo del nostro territorio, per futuri progetti di cooperazione internazionale. 

Comitato Popolare art.580 cp
Promotori di una iniziativa popolare senza precedenti, tramite lo strumento di un esposto/querela che denuncia gli ultimi due governi per istigazione al suicidio nei confronti dei oltre 4.500 casi di suicidio (dal 2008) per questioni legate alla crisi economica. Più di 100.000 denunce, sei procure hanno aperto un fascicolo di indagine. Varie manifestazioni in solidarietà alle famiglie vittime dei suicidi per motivi economici, tra le quali la fiaccolata a Milano nell’aprile 2014.

Anatocismo e usura bancaria.
Grazie alla collaborazione costante con Confedercontribuenti Veneto, sostegno alle imprese e famiglie nella difesa nei confronti delle vessazioni del sistema bancario. Varie manifestazioni e iniziative.

Rete Si Salviamo l’Italia
SOS aderisce alla Rete SI, che raggruppa più di 30 associazioni per più di un milione e mezzo di  soggetti coinvolti. La Rete SI che si prefigge, grazie a esperti tematici e gruppi di lavoro, l’opera di sensibilizzazione e promozioni di disegni di legge atti a migliorare l’attuale situazione  socio/economica, in maniera trasversale al panorama politico italiano. Tra le attività, l’organizzazione di incontri e convegni sui temi di stretta attualità, per portare un contributo di conoscenza e di dibattito pubblico.

Rete d’Imprese
Attraverso l’impegno della associazione nel promuovere e divulgare la cultura dell’aggregazione, si favoriscono occasioni di incontro tra soggetti diversi per la ricerca e individuazione di persone che hanno l’ambizione di fare e crescere.

Rete di Cittadini
Un aspetto prettamente sociale è nella ricerca di ritrovare il gusto e la voglia di stare insieme, attraverso la messa in comune di persone attorno a interessi comuni.

Il nostro slogan: INSIEME SI FA DI PIU’




Cose da fare in futuro

Rappresentanza
Mantenere e aumentare il ruolo di soggetto di riferimento locale e nazionale nelle tematiche riguardanti il mondo delle imprese, sia per gli aspetti economici ma anche per implicazioni  sociali derivanti dalla crisi.

Rete d’Imprese
Attraverso l’impegno della associazione nel promuovere e divulgare la cultura dell’aggregazione, si favoriscono occasioni di incontro tra soggetti diversi per la ricerca e individuazione di persone che hanno l’ambizione di fare e crescere.

Rete di Cittadini
Un aspetto prettamente sociale è nella ricerca di ritrovare il gusto e la voglia di stare insieme, attraverso la messa in comune di persone attorno a interessi comuni.

Incontri a Tema su argomenti vari tenuti dai soci SOS ECONOMIA ITALIA
Gli associati mettono a disposizione le loro competenze in incontri in cui vengono favorite le occasioni di conoscenza reciproca e l’acquisizione di competenze.


Il nostro slogan:

METTERSI INSIEME PER FARE DI PIU’


domenica 23 marzo 2014

PROPOSTE PER PADOVA; MANCANO LE IMPRESE

Si avvicina velocemente l'appuntamento elettorale di maggio per le amministrative di Padova.
Essendo il mio territorio di riferimento, l'interesse per questa scadenza è naturale, nella misura in cui cerco di capire se i partiti o chi si occupa normalmente di politica, mette in campo quelle proposte per una svolta da tutti noi auspicata.
Ho frequentato in questi ultimi periodi, assieme ad altri piccoli imprenditori, i luoghi dove si stanno preparando le "offerte" politiche e i programmi a esse collegate che dovrebbero rappresentare il futuro di Padova; "la solita fuffa, niente di nuovo"
Abbiamo ascoltato attentamente le varie proposte e le consideriamo intendimenti positivi di chi ragiona in una LOGICA DI SERVIZIO nei confronti dei cittadini. Le proposte si inquadrano nell'ambito di una buona, ma ordinaria amministrazione.
In tal senso giudichiamo positivamente le proposte su:
-        SICUREZZA
-        VIABILITÀ
-        DIFESA IMPRESE COMMERCIALI E ARTIGIANALI 
-        RECUPERO SPAZI PUBBLICI
-        RILANCIO TURISMO
-        Vanno bene anche le altre proposte che abbiamo sentito.

Manca però, in maniera clamorosa, una visione strategica più ampia che sappia collocare Padova nel ruolo centrale di uno sviluppo economico/sociale di una area più vasta, che non può per logica restare legata ai confini di un provincialismo, che è prima di tutto culturale.
Stiamo invece assistendo alle solite logiche di bottega, che spesso partono da lontano, quindi senza nessuna attinenza col territorio perchè mancanti della conoscenza specifica delle problematiche della nostra città, ma frutto di equilibri nazionali.
Altre proposte che partono come risposta ad equilibri di politica locale, o peggio ad ambizioni personali scollegate da una effettiva "visione" strategica per Padova. 
Soprattutto mancano gli imprenditori e le imprese, con una proposta forte che non per forza deve essere politica, ma espressione di una visione strategica di breve, medio e lungo periodo.
Una visione che parla di sviluppo, crescita e benessere diffuso, come sempre abbiamo fatto nella nostra storia dal dopoguerra in poi.

Mi permetto, dunque di portare un contributo con la visione  di SoS Economia Italia che è parte integrante del nostro impegno quotidiano nell'ambito politico/sociale. 
Noi siamo convinti che NON CI PUÒ ESSERE LAVORO SENZA IMPRESA e nell'agone politico sono praticamente assenti gli imprenditori. La prima esigenza è pertanto PORTARE nelle stanze dei bottoni gli imprenditori. Questo è valido ovunque, compreso il Comune di Padova. Va colmata la lacuna per cui chi si occupa di impresa lo fa per delega rilasciata dagli imprenditori stessi. Obiettivo irrinunciabile, pertanto, è quello di portare almeno uno o due imprenditori in giunta.
Noi proponiamo che “LA BUONA ORDINARIA AMMINISTRAZIONE” si collochi in un disegno strategico di sviluppo,  che faccia intravedere il futuro di Padova quale città centrale e protagonista dell’area di nord/est.

IDEE GUIDA PER PADOVA

1)     Si a Venezia città metropolitana (PA-TRE-VE) con l’obiettivo di eleggere direttamente il Sindaco.           L’obiettivo è vincere la sfida/competizione fra le aree metropolitane d’Europa e non solo.

2)     Dentro la Pa.Tre.Ve.  rivendicare e progettare per Padova il ruolo di core business del veneto                centrale. Università, polo Ospedaliero, Zone Industriali architrave del manifatturiero e dei servizi,            turismo termale/culturale/religioso, snodo logistico.

3)     Pensare alla mobilità in una logica metropolitana sia per il trasporto delle persone su rotaia e gomma,      sia per il trasporto merci su rotaia/gomma, sia per il trasporto su idrovia.

4)     Pensare allo sviluppo di Padova individuando quattro poli: polo universitario, polo ospedaliero (con         riqualificazione dell’intera area Arcella, Pontevigodarzere/Certosa, zona Stadio), polo termale, polo         est (zona industriale, idrovia, corridoio serenissimo verso aeroporto di Tessera).

5)     Contribuire ad accentuare l’internazionalizzazione dell’Università Patavina sull'esempio di ciò che sta       facendo la facoltà di Economia con l’apertura verso la Cina. L’Università di Padova deve diventare         più attrattiva per gli studenti stranieri ed in particolare quelli dei paesi emergenti per supportarne la         crescita (Brasile, Paesi asiatici, Russia, ecc). In questo ambito il comune di Padova deve offrire i           servizi del caso supportando dal punto di vista urbanistico ed edilizio le aspettative di una università       con una chiara visione globale.

6)     Prevedere la realizzazione di una area vasta di risanamento urbanistico, nella logica della smart-city         per ognuno dei quattro poli, puntando ad un massiccio investimento con fondi europei previsti dal         programma Horizont 2020. Agevolare almeno tre progetti sul risparmio energetico ed energie                 rinnovabili (privato/pubblico) prevedendo, anche qui, investimenti con fondi europei che non                 bisogna perdere.

Sappiamo bene che alcune di queste impostazioni sono riscontrabili nel PATI della città metropolitana (Padova e comuni della cinta urbana), ma riteniamo sia possibile fare un ulteriore sforzo per EVIDENZIARE gli obiettivi strategici sopracitati in un aggiornamento del Piano del Sindaco.

Ecco cosa intendiamo quando parliamo di visione; idee, strumenti, modalità in funzione di un progetto con degli obbiettivi precisi.
Cercheremo di fare la nostra parte,  portando la nostra visione pragmatica dentro la politica sterile dei contenitori in campo, senza disdegnare l'idea di metterci in campo in prima persona, qualora ce ne fosse la necessità per mancanza di "contenitori" credibili.